Tecnica manuale "Irezumi"

1 febbraio 2007

Antica tecnica giapponese che utilizza sottili aghi metallici fissati su bacchette rigide. Il pigmento di colore viene inserito nella pelle dall’ago nello stesso momento in cui esso buca la pelle seguendo le tracce del disegno da tatuare.


Gli aghi, da due a quaranta, vengono assemblati da loro in file parallele o in modo da formare un mazzetto circolare, e fissati su una bacchetta di legno rigida e sottile. La pelle da tatuare viene tesa tra il pollice e il mignolo della mano sinistra per evitare che ceda alla pressione dell’ago. Usando diversi punti d’appoggio sul mazzetto di aghi, il tatuatore applica sempre la bacchetta come una leva il cui fulcro è costituito dal pollice sinistro immobile sulla pelle. Anche i pennelli per l’inchiostro e i pigmenti vengono impugnati in modo particolare: il pennello infatti funge da calamaio, intinto di pigmento viene tenuto dal dito medio della mano sinistra in modo da essere a portata di mano quando si esaurisce il pigmento sugli aghi.
La tecnica usata per il tatuaggio giapponese attuale è più o meno la stessa usata dai maestri dei secoli scorsi; alcuni hanno introdotto l’uso della macchinetta elettrica per tracciare più velocemente il contorno del disegno, ma la colorazione, le sfumature di nero, di grigio e dei colori vengono sempre eseguite a mano con la tecnica tradizionale. Horitaka, discepolo di Horiyoshi III, il più grande maestro di tatuaggi giapponesi, ha il suo studio in California e tatua con grande maestria sia con la tecnica occidentale a macchinetta, sia con la tecnica manuale giapponese irezumi.