Tattoo Artist: intervista con Osa Wahn

26 luglio 2011

osa Tattoo Artist: intervista con Osa WahnOsa Wahn, articolo e gallery su Tattoo.1 Tribal 62

Da quanto tempo fai questo lavoro?
Tatuo da un bel po’ di tempo. Ho cominciato quando avevo dodici anni.
Chi ti ha insegnato?
Mio padre, Waldemar Wahn, mi ha mostrato come usare le macchinette per il tatuaggio, se è questo che intendi. Comunque, la sola conoscenza tecnica non è sufficiente per creare lavori artisticamente validi. Ho sempre dipinto bene fin da bambina, già alle scuole elementari i miei insegnanti pronosticavano un futuro artistico per me.

Ci sono artisti del tatuaggio che consideri tuoi maestri o pietre miliari sul tuo cammino professionale?
La collaborazione con mio padre è stata il più alto contributo alla mia abilità nella pittura. Abbiamo sperimentato insieme con differenti tecniche e abbiamo scambiato esperienze con altri.

Ci sono alcuni artisti del tatuaggio che mi piacciono molto ma non hanno avuto molta influenza nel mio lavoro. Più che da tatuatori, sono stata influenzata da pittori di differenti correnti artistiche come Picasso, Beksinski, Malczewski e anche da alcuni impressionisti.

La tua arte a che cosa si ispira?
La mia più grande ispirazione è la natura. Le arrampicate in montagna, andare nel profondo dei boschi e osservare gli animali e gli uccelli mi danno grandi idee per i futuri dipinti.

Che relazione c’è fra la tua arte pittorica e il tatuaggio?
È facile dire qual è la differenza. La più grande differenza è che la pittura a olio si fa su tele piatte e i tatuaggi si fanno su forme del corpo tridimensionali, che cerco di incorporare con le forme dei disegni tatuati. La terza dimensione è ciò che rende interessante il tatuaggio per me. Posso usare la forma dei muscoli e il movimento del corpo per creare un aspetto dell’immagine tatuata molto più affascinante di come figurerebbe su una tela piatta e immobile.
Questa è anche la ragione per cui disegno lo sketch preparatorio direttamente sulla pelle e non su carta. Un tatuaggio “ricalcato” sulla pelle sembrerà appiccicato come un adesivo, non importa quanto buono è il lavoro.

La persona che ti chiede il tatuaggio, quanto influenza la tua creazione?
Per niente o molto poco. Molte persone semplicemente mi danno una parte del loro corpo grande abbastanza per creare qualcosa di sorprendente. Alcuni mi dicono un tema per il disegno che dovrò creare. Da parte mia decido se fare il lavoro o meno, in base a se il tema mi suona interessante. Alcune delle ultime idee che ho reputato affascinanti sono state “pinguino nel deserto”, “sonata al chiaro di luna” e “teschio nello stile del periodo blu di Picasso”. Ho trovato interessanti queste parole chiave, così ho assunto gli incarichi.
Non lascio che la gente influenzi il concetto o i colori che uso, altrimenti sarebbe propaganda e non raffinatezza artistica. Se qualcuno non accetta le mie condizioni, semplicemente non tatuo. Ci sono così tanti studi che lavorano su richiesta del cliente e io sono nella fortunata posizione di poter declinare i lavori che non mi interessa fare.

Qual è stato il primo tatuaggio che hai creato?
Un piccolo e coloratissimo ornamento celtico sulla caviglia di mio padre.

E qual è il primo che ti sei fatta fare sulla tua pelle?
Il mio primo tatuaggio l’ha fatto mio padre. È sul braccio sinistro, tutta la parte alta.

A che cosa stai lavorando in questo momento?
Lavoro sempre su molte cose diverse. Rifiuto di eseguire le piccole idee ordinarie che prendono venti minuti di lavoro, molti dei miei tatuaggi sono lavori che richiedono più di un appuntamento e perciò, ci sono molti tatuaggi ancora da finire che attendono di essere portati avanti.
A dire il vero la lista è molto lunga, quindi non posso menzionarli tutti perché andrebbe ben oltre la struttura di questa intervista. Oltre a tatuare, sto preparando alcuni dipinti a olio per una prossima mostra.

Qual è la tua filosofia?
I tempi moderni ci guidano in una gabbia dorata di consumismo. Cerco di aprire gli occhi della gente sull’individualismo e l’innovazione, anche se so che è inutile, è come combattere contro i mulini a vento, perché molte persone non riescono ancora a percepire la differenza tra una stellina tatuata o un tribale e la più complessa arte del surrealismo.
Quando rifiuto di fare il lavoro richiesto, non hanno dubbi sulla correttezza del loro modo di ragionare. Non chiedono perché non lo voglio fare. L’unico pensiero che la società ha piantato profondamente nel loro cervello è “io pago e io esigo”. E qui, la mia “regola di vita” è rovesciare sulla loro testa un bel secchio di acqua gelida.

OSA WAHN
- Shocking City, Vienna (Austria)
– Sito ufficiale: www.osatattoo.at
- Facebook https://www.facebook.com/osa.wahn

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