Tattoo artist intervista con Ondrash

20 giugno 2012

Ondrash 150x150 Tattoo artist intervista con Ondrash

Maggio 2012 – Incontriamo Ondrash: una persona genuina, semplice, spontanea, ma soprattutto un artista.
Ama dipingere con colori a olio e acquarelli e lo fa indistintamente su carta o su pelle con una abilità sorprendente.

Ondrash, articolo e foto gallery su Tattoo.1 Tribal #68
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Ondrash, ti puoi presentare ai visitatori di Ideatattoo.com?
Vivo a Znojmo (Repubblica Ceca) con la mia famiglia appena formata e mia figlia, la piccola Adelka. Ho terminato gli studi e sto pensando a che farò, se tatuare o disegnare.
Sono laureato in multimedia e design, scarpe e fashion design. All’università ho studiato l’arte di intaglio del legno, come restauratore.
Ora ho aperto il mio nuovo studio. Divido lo spazio con Venda e Katerina, grandi artisti del tatuaggio. Lo studio è nel centro storico di Znojmo, una piccola cittadina ricca di storia e con tante attrattive turistiche… e una città con del buon vino.
L’interno dello studio è equipaggiato in modo confortevole. Nonostante il grande sforzo per mantenerlo al più alto livello di igiene, di sicuro non sembra di andare dal dentista! A volte la gente si ferma con noi giusto per un caffè o una chiacchierata.

Da quanto tempo fai questo lavoro?
Fin da quando mi sono interessato al tatuaggio, ora sono 8 anni. Ma in tutti questi anni ho potuto tatuare solo nei weekend, perché ero impegnato a studiare design. Perciò, sostanzialmente tatuo come professionista da sei mesi; prima era perlopiù episodico e un compromesso con il tempo libero dalla scuola.

In precedenza la gente etichettava il mio lavoro come scarabocchi, oggi è arte figurativa.
Una reazione comune che ricevo dalla maggioranza, mediata attraverso i miei clienti.
Ci sono molte storie divertenti, dove la gente non crede sia un tatuaggio ma un acquerello sul corpo.

Chi ti ha insegnato? Ci sono tatuatori che consideri tuoi maestri o influenze di primo piano nella tua carriera?
Ho familiarizzato con il tatuaggio inchiostrando il tribale del mio maestro, un tipo della scena punk, Vladimir Futak del Knockout Tattoo di Prerov. Quella volta mi disse “sai disegnare, perciò puoi anche tatuare”. È stato bello.
Prima di allora non ho mai creduto molto in me stesso, anche se disegno fin da quando ero bambino non avevo fiducia nella mia manualità.

Non molto tempo dopo ho avuto l’opportunità di andare in Nuova Zelanda come artista ospite, lì ho fatto 8 mesi di scuola tattoo presso Pepa Heller. È stato il giusto stimolo per cominciare a tatuare da professionista.

Qual è il primo tattoo che hai fatto?
Il mio primo contatto con la body art l’ho avuto a 13 anni. Giocavo a scherma con un amico a colpi di matita e vinsi, ma sfortunatamente il mio amico si trovò con la matita conficcata nella mano. Ancora oggi sulla mano ha il segno della grafite.

Che cosa ispira la tua arte?
Mi piacciono tantissimi artisti… oggi tutti hanno il proprio sito web, così posso trascorrere intere giornate in cerca di ispirazione. Sono così tanti, non saprei proprio chi scegliere. In ogni caso io dipingo con acquerelli e colori a olio.

Nella creazione di un tatuaggio, quanto sono importanti i colori e le macchinette?
Sono importanti solo se il cliente si fida di me e mi lascia libertà, di lavorare e disegnare. L’equipaggiamento è secondario, comunque per il comfort mio e dei miei clienti mi affido a quanto di meglio che c’è sul mercato, anche se non voglio fare pubblicità a nessuno.

Puoi descrivere in breve la tua tecnica?
Tempo fa un articolo se n’è uscito chiamando questo stile Art brut tattoo, come quella corrente francese di tatuaggio moderno e questo appellativo non mi dispiace.
Oggi i colori acquerellati sono una prerogativa mia e delle mie linee, li uso come base per l’assemblamento dei colori.

Fortunatamente durante gli studi ho potuto incontrare parecchi artisti, che mi hanno influenzato. Oggi per preparare la base di un tatuaggio cerco di usare i pastelli a olio e i colori, anziché le matite. E nel tatuaggio evito la possibilità di lavorare veloce con i colori fino al momento in cui li vedo.

Però ricordo una volta, anni fa, quando una mia amica voleva una ballerina sulla gamba. Non avevo abbastanza tempo per preparare il disegno, lei arrivò mentre stavo buttando giù lo schizzo preparatorio della figura e disse “questo è esattamente ciò che voglio”.
Da quella volta ho cominciato a diventare più sciolto, flessibile e niente che sia troppo statico è interessante per me.

Più tardi ho provato con i graffiti e non capisco perché non abbia iniziato prima… me ne sono innamorato alla follia!

Che cosa ami di più del tuo lavoro?
Soprattutto la mia libertà, e scoprire persone molto interessanti e creative che vengono nel mio studio per via del mio lavoro.

A che cosa stai lavorando in questo momento?
Sto preparando la prossima iniziativa di beneficenza, il tattoo happening “Zkruhu – from the Circle” per i bambini bisognosi. Sono coinvolti tatuatori di spicco e persone che si fanno tatuare dei cerchi simbolici, il tutto in aiuto ai bimbi con la cosiddetta malattia dei Bambini Farfalla (*). In Europa è uno spettacolo di beneficenza davvero unico e quest’anno è alla sua terza edizione.
[ * “Bambini Farfalla” è uno dei nomi dati ai bimbi affetti da epidermolisi bollosa, una rara malattia genetica della pelle. Come conseguenza, la pelle diventa estremamente fragile e si lacera al minimo urto. – NdR ]
Il nostro motto: “Possiamo dire che ferire volontariamente la pelle, come facciamo noi, cerca di alleviare altri danni alla pelle, irreversibili e al momento incurabili”.
Lo scorso anno abbiamo fatto 120 tatuaggi e abbiamo ricevuto circa 4300,00 euro per i bambini. Ho programmato di nuovo questa iniziativa per il dicembre 2012. Per l’occasione allestirò una mostra con i miei dipinti.

Qual è la tua filosofia?
Amo tatuare direttamente sulla pelle del cliente, come un sarto… le linee che si adattano perfettamente alle curve. Non uso cataloghi. Il cliente mi scrive che cosa desidera e io disegno su misura. Lavoro su un cliente al giorno, così posso dedicare tutto il tempo che serve. Se possibile, tatuo sempre mie opere originali. Ogni cliente è originale.
La vedo in modo molto personale, spesso ci metto il retaggio di esperienze e sentimenti del cliente. Per quasi tutti i tatuaggi che ho fatto potrei raccontare la storia che c’è dietro. C’è il mio lavoro nel processo di creazione e a volte qualcosa che il cliente ha desiderato a lungo.

Ondrash
Ondrash – Tattoo Ondrash
Kollárova 7, 66902 Znojmo (Repubblica Ceca)
Sito ufficiale: www.ondrash.com
Iniziativa “Zkruhu – from the Circle”