Tattoo Artist intervista con Michele Turco

28 febbraio 2012


Michele Turco 150x150 Tattoo Artist intervista con Michele Turco
Da quanto tempo fai questo lavoro?
Sono ormai trascorsi una ventina d’anni dalla prima volta che ho preso tra le mani una macchinetta.

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Chi ti ha insegnato?
Tutto ciò che ho imparato su quest’arte è frutto di duro lavoro e tanta passione.
Non ho mai avuto nessun tipo di insegnamento, quindi posso definirmi un autodidatta.
Molti si sorprendono, infatti, quando spiego loro che in realtà, la mia tela è la PELLE.
Per la preparazione delle immagini mi avvalgo degli strumenti che oggi la tecnologia ci mette a disposizione: computer e fotografia.
Per il tatuaggio realistico partire da un’ottima fotografia è indispensabile!
Dopo di che, l’opera inizia a prendere vita direttamente sulla pelle, non è mia abitudine preparare schizzi cartacei.

Ci sono artisti del tatuaggio che consideri tuoi maestri o pietre miliari sul tuo cammino professionale?
Il mondo del tatuaggio si sta muovendo rapidamente.
Ci sono sicuramente molti artisti con ottime capacità già presenti sulla nostra scena, e molti ancora che stanno crescendo e promettono bene.
È importante, comunque, cogliere ispirazione da ogni piccolo dettaglio che possa aiutarci a crescere.

Qual è stato il primo tatuaggio che hai creato?
Il primissimo tatuaggio da me realizzato è stato il simbolo della Bilancia su un mio amico.

E qual è il primo che ti sei fatto fare, sulla tua pelle?
Un piccolo folletto sul polpaccio, che poi ho deciso di coprire.

La tua arte, a che cosa si ispira?
Il tatuaggio rappresenta per me Vita e Cuore.
Il mio compito è quello di riportare sulla pelle delle persone le loro emozioni… in modo tale che, ogni volta che guarderanno il loro tatuaggio, potranno rivivere quel particolare momento della loro storia.
Ogni singola persona è unica e perciò merita di avere un lavoro studiato appositamente.
Credo, dunque, di poter dire che ciò che tento di fare ogni giorno sia tradurre in immagini parole e sensazioni.

La persona che ti chiede il tatuaggio quanto influenza la tua creazione?

Quando un cliente entra nel mio studio per la realizzazione di un tatuaggio, dedichiamo parecchio tempo alla ricerca di immagini per focalizzare le nostre idee su ciò che il cliente sta immaginando nella propria testa.
È un processo parecchio lungo e difficile, dato che non sempre si è in grado di spiegare all’altra persona ciò che vogliamo rappresentare e come vogliamo rappresentarlo!
Bisogna quindi decifrare l’idea e trovare delle immagini base.
Una volta capito il soggetto, e le varie emozioni che stanno dietro a un determinato lavoro, inizia il mio processo creativo.
Ovviamente è compito mio consigliare al cliente le parti del corpo più adatte alla realizzazione, così come anche le dimensioni o le modifiche che devono essere apportate per avere un ottimo lavoro sul proprio corpo.
Quindi direi che, sì, ovviamente i clienti influenzano la mia creazione, ma mi danno in ogni caso molto spazio per poter realizzare la mia arte nel migliore dei modi.

Quanto sono importanti i colori e la macchinetta nella realizzazione di un tatuaggio?
I colori sono fondamentali nella realizzazione di un tatuaggio, così come la scelta delle macchinette in base alla tipologia di lavoro che si deve svolgere.
Ad oggi ho infatti progettato delle mie macchine, che ho costruito personalmente ricercando tutte le caratterische per me indispensabili:
Power Liner Tattoo Machines per le linee
Big Magnum Tattoo Machines per il colore
Cut Back Shader Tattoo Machines per la sfumatura.

Puoi descrivere in poche parole la tua tecnica?
La mia tecnica è frutto di grandi ricerche riguardanti la conoscenza della parte di pelle da tatuare, esperienza acquisita nel corso degli anni.
Oggi molti artisti pensano di avere davanti una tela, dimenticando a volte che ciò che abbiamo a disposizione rimane sempre e comunque pelle. Quindi è importante tenere presente che ogni persona ha una sua particolare pelle e perciò, ogni tatuaggio va affrontato in base alla pelle stessa utilizzando un settaggio appropriato delle macchine.

Per la realizzazione di un tatuaggio realistico tendo a utilizzare le macchinette come fossero “pennelli” in alcune parti, oppure come se usassi un “aerografo” in altre, in questo modo riesco a tatuare stendendo i colori, sovrapponendoli il più possibile, creando l’effetto tono su tono, che ci permette di riprodurre luci, profondità e così via.
In poche parole, ciò che definiamo Tridimensionalità.
Più la parte di corpo da tatuare sarà ampia, più si dovranno studiare disposizione e scelta dei soggetti, come fosse un tema, che dovrà poi risultare scorrevole e leggibile. Capita spesso che i clienti abbiano delle belle idee in mente, ma poi facciano fatica a mettere insieme i vari pezzi del puzzle.
Mi piace molto questa parte del processo creativo in cui rifletto, insieme al cliente, sul modo migliore per ricreare una determinata storia.

Qual è la cosa che più ti piace del tuo lavoro?
Sicuramente, la cosa che mi dà più soddisfazioni nel mio lavoro è vedere il sorriso soddisfatto di ogni cliente una volta finito il tatuaggio.
Quel secondo in cui si guardano allo specchio e si intravede la felicità di un traguardo raggiunto.
A che cosa stai lavorando in questo momento?
Da qualche tempo, ormai, mi sto dedicando a un particolare soggetto che riguarda le FOGLIE.
Come alcuni di voi ben sapranno, a ogni foglia o fiore va attribuito un particolare significato: amore, amicizia, felicità o tristezza, eccetera.
Ho proposto, dunque, ai miei clienti di scegliere quella particolare emozione o sensazione che volevano rappresentare, attraverso un fiore o una foglia, appunto.

Non tutti, ovviamente, desiderano avere dei soggetti floreali all’interno del proprio tattoo, ma capita spesso che, durante le varie sedute di lavoro, si arrivi insieme a inserire dei piccoli dettagli che vanno in ogni caso a rappresentare quei particolari sentimenti.
Al momento sto lavorando su parecchi tattoo di grandi dimensioni, lavori che hanno bisogno di molteplici ore per la realizzazione, ecco perché non sono state pubblicate molte fotografie nel corso degli ultimi mesi… ma a breve vedrete una gallery dedicata solo a questo progetto!

E qual è la tua filosofia?
Ritengo che la mia filosofia sia quella di non fermarsi nelle proprie convinzioni e continuare a crescere giorno dopo giorno.
Non si sa mai tutto di tutto, bisogna quindi continuare ad arricchirsi di conoscenza… direi che non si finisce mai di imparare!
Non per niente il nome del nostro studio è proprio “Da Cosa Nasce Cosa”!!

Michele Turco – Da cosa nasce cosa
Cittadella 34, 29121 Piacenza (Italy)
+39 0523 305302; +39 338 5220157
www.tattoodacosanascecosa.it