Tattoo Artist intervista con Marco Leoni

31 luglio 2012

 

butterfly tattoo Leoni at work 150x150 Tattoo Artist intervista con Marco Leoni

Come ti sei avvicinato al tatuaggio?
Ho sempre viaggiato molto, negli anni 70 sono stato ad Amsterdam e conobbi un tatuatore, il famoso Peter (*). Rimasi affascinato dal suo lavoro e così ho incominciato.
[ * In arte Tattoo Peter, tatua ad Amsterdam dal 1955 – NdR ]

Marco Leoni, articolo e foto gallery su Tattoo.1 Tribal #68
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Che legame c’è tra il viaggio e il tatuaggio?
Il viaggio e il tatuaggio sono correlati perché viaggiando puoi tatuare in tutte le parti del mondo e conoscere tante persone… per me è stato così, ho lavorato un po’ dappertutto.
Fare il tatuatore è bello anche per questo. Non potrei mai essere un tatuatore che rimane tutta la vita fermo in un luogo, chiuso nel proprio studio.

Quando ti sei accorto di essere conosciuto e quindi apprezzato?
Me ne sono accorto in Italia al mio rientro dal Brasile.
Sono stato in Brasile per 15 anni e ho aperto il primo studio a San Paolo.
Sono rientrato in Italia nel 1992 e ho deciso di aprirne uno qui a Bologna.
Nel 93 ho organizzato la tattoo convention di Bologna e lì mi sono accorto… “mi conoscono!”.
Ma ero tranquillissimo, in fondo ci conoscevamo tutti, si viaggiava insieme… oggi ormai ci sono così tanti tatuatori che se ne conosco la metà è molto. Il tatuaggio è diventato un grosso business.

Come è cambiato il mestiere del tatuatore?
Essere un tatuatore adesso è molto più facile. Quando ho iniziato io non c’erano macchinette, non c’erano colori, non c’era niente… li dovevi cercare, dovevi andare in giro per il mondo.
Oggi su internet si vendono i kit a 30 euro. Sono cambiate le macchinette, adesso moltissimi giovani usano le macchinette rotative che sono leggerissime, ai miei tempi non esistevano. Io uso ancora le macchinette classiche, ho provato con quelle rotative però le trovo troppo leggere.
Adesso ci sono dei colori eccezionali, una volta c’erano colori terribili.
Gli aghi… io li saldavo, stavo giorni e giorni a saldare gli aghi. Ricordo ancora quando lavoravo da Hanky Panky ad Amsterdam, saldavo gli aghi per tutti!
Ora si comprano già fatti, non conosco nessun tatuatore che si salda gli aghi, ce ne sarà uno su diecimila.

Si va in pensione quando si fa il tatuatore?
Penso di no. Fortunatamente non mi sono ancora stancato. Dopo tanti anni mi ritrovo a tatuare gli stessi soggetti che facevo trenta anni fa, ma anche a sperimentare linee più moderne. E continuo a viaggiare, essere un tatuatore mi ha sempre permesso di essere libero.

Qual è lo stile che più ti caratterizza?
Ho imparato all’epoca in cui si faceva di tutto. Quando ho iniziato non c’era l’artista, c’era l’artigiano che eseguiva bene il lavoro. Non è come adesso che ci si specializza solo in un genere e si rifiutano altri lavori. Diciamo quindi che, più che un artista bravissimo, sono un artigiano.
Adesso molti tatuatori, specialmente i giovani, sono molto radicali. Dicono: “no, io quello lì non lo faccio perché faccio solo old school, o solo giapponese”.
Per me se un tatuatore È un tatuatore, deve saper fare tutto. Sei un tatuatore e devi tatuare!

E i tatuaggi sul tuo corpo, qual è la loro storia?
Molti tatuaggi sono il risultato di incontri.
Li ho fatti in diversi Paesi, in varie fasi della mia vita, quando sono rientrato in Italia, poi in Madagascar e in giro per il modo… quando sono andato in Giappone, da Horiyoshi, lui me ne ha fatto uno piccolino. Alcuni li ho fatti in America… sono dei ricordi.
Ultimamente ne ho fatti molti in Thailandia, dai monaci buddisti, in un tempio vicino a Bangkok.  Sono delle protezioni, delle preghiere.
Lì i monaci tatuano ancora con una specie di barretta di acciaio, non usano mai le macchinette. Fa un pelino più male e il disegno è meno definito, non è perfetto come con la macchinetta.
Le bacchette sono lunghe quasi 50 centimetri, tatuare da lontano è difficilissimo. I monaci eseguono dei disegni geometrici, delle linee e poi da lì tracciano tutte le lettere, per noi che non sappiano il thailandese è molto difficile.
Anch’io ho tatuato soggetti thailandesi, ma li ho fatti con la macchinetta.

Marco Leoni
tattoo artist @ Body Markings
Bologna (Italia)
Sito ufficiale: www.bodymarkings.com