Tattoo Artist intervista con Marc

3 ottobre 2012

Marc Little Swastika 150x150 Tattoo Artist intervista con MarcSpeciale Tattoo Artist pubblicato su Tattoo.1 Tribal #69
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Marc, da quanto tempo fai questo lavoro?
Ho iniziato a tatuare otto anni fa e sono autodidatta.

Chi ti ha insegnato?
La vita, semplicemente. Ho imparato tutto da solo. Perciò non ho avuto limitazioni. Ho provato di tutto e ho trovato il meglio per me stesso. Costruisco le mie macchinette per avere esattamente ciò che mi serve per ciò che voglio fare.

Ci sono artisti che consideri i tuoi maestri o influenze di primo piano nella tua carriera?
Non proprio.
Nella mia vita e nel mio lavoro ci sono un mucchio di influenze ma nessuna prevale. Vedo molte cose ma cerco di non lasciarmi influenzare da qualcosa in particolare. Magari cerco di riprodurla come se fosse nata nella mia testa.
Negli ultimi 3-4 anni sono andato molto oltre il mondo del tatuaggio. Nessuna convention. Nessun passaggio spot come ospite. Nemmeno leggo le riviste né guardo quello che fanno gli altri artisti. In questo momento semplicemente raccolgo le mie influenze fuori dal mondo tattoo.

Qual è il primo tatuaggio che hai eseguito?
Un mucchio di tatuaggi a tema skate su me stesso.

La tua arte a che cosa si ispira?
Mmm… dovrei dire alla vita, unicamente. Tutto ciò che ho sperimentato nella mia vita, ciò che vedo nel mondo. Non mi sono dato limitazioni, mai. E non punto troppo sulle tecniche tradizionali del tatuaggio o roba del genere. Lascio fluire… Arte in Libertà.

Quanto le persone che si tatuano da te influenzano la tua creazione?
Mi piace cogliere l’idea di base oppure percepisco quali sono la tecnica e la combinazione che piacciono alla persona. Comincio creando liberamente il pezzo sulla pelle. Non saprei dire se viene prima l’estetica o la pianificazione. Tutto nasce libero sulla pelle. Questo è il modo in cui lavoro e ciò che piace ai miei clienti.

Nella creazione di un tatuaggio, quanto sono importanti i colori e le macchinette?
La macchinetta è un elemento importante. Perché è lo strumento con cui lavori.
Devi conoscere le tue macchine e sapere come poterle modificare per farle funzionare in modo diverso. E hai bisogno di potenza. Io odio tutte queste macchine rotative. I tatuatori a volte sono sciocchi, semplicemente comprano e iniziano a tatuare… ed è triste, se pensi a quanto si può fare con una tattoo machine

Puoi descrivere in breve la tua tecnica?
Gran parte della mia tecnica non ha niente a che fare con la tecnica classica. Un po’ è come la pittura. Procede veloce e ha un aspetto radicale. La pistola più piccola che uso è una 15 e con questa faccio parecchi contorni. Adoro rompere le sfumature e ogni tipo di tecnica sia possibile eseguire con la macchinetta. Le linee grosse e così via. Mi piace quando l’attrezzatura passa oltre.

Che cosa ti piace di più del tuo lavoro?
Non lo chiamerei propriamente un lavoro. Qui ho davvero tutta la mia libertà. Lavoro in una piccola galleria privata, perciò nessuno arriva senza appuntamento, nessun cliente sconosciuto. Lavoro solo su backpiece o comunque su pezzi grandi. E di solito ho più libertà qui che in ogni altra cosa.

A che cosa stai lavorando in questo momento?
Ho cominciato vari tatuaggi in stile astratto moderno. In sostanza è come dipingere. Inizio mettendo insieme le persone e creo pezzi di questo tipo su due schiene per volta.

Qual è la tua filosofia?
Non mi interessa un fico secco di quello che succede nel nostro ambiente tattoo. Tutta la montatura pubblicitaria e la cosiddetta moda dei tatuaggi, tutti quei tatuatori che pensano di essere grandissimi fighi e fanno grandi cagate… Mi piace il tatuaggio come era prima. Uno stimolo di individualismo e libertà, non di moda. Per me tatuare è proprio così.

Marc – Little Swastika
Private Gallery
Fürstenbergstraße 8, 78315 Radolfzell (Germania)
www.little-swastika.com