Tattoo Artist intervista com Duke Riley

31 gennaio 2013

Duke Riley 150x150 Tattoo Artist intervista com Duke RileySpeciale Tattoo Artist pubblicato su Tattoo.1 Tribal #71
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Duke Riley: Photo by Rob Howard

Duke, da quanto tempo fai questo lavoro?
Gran parte del mio lavoro fa soprattutto riferimento alla tradizionale arte marittima e allo scrimshaw [l’arte delle decorazioni a intaglio su osso o avorio – NdR], tuttavia le mie influenze vanno ben oltre.
Quando si tratta di tatuare, m’interesso anche di incisioni medievali, incisione in genere e disegni alchemici. E di recente mi sono interessato parecchio di arte lubki [stampe popolari russe con illustrazioni e vignette incise su legno – NdR].

 

Che relazione c’è fra il tuo lavoro su carta, il mosaico e il tatuaggio?
Penso che fare mosaico sia affine a tatuare, nel senso che l’immagine si definisce con marcate linee di contorno. Sia nell’atto del tatuaggio, sia nella fattura di un mosaico, c’è una certa continuità.
Premesso che su carta c’è la flessibilità di poter mescolare i colori e di ripassare due volte sulle cose. Quando tatui una linea, resta là. Metti qualcosa che non puoi cambiare. Non si torna indietro.
Lo stile di disegno di cui mi avvalgo ha avuto un‘enorme influenza sul mio tatuaggio, e anche il mio modo di tatuare ha un enorme impatto sul mio modo di disegnare. È una relazione simbiotica che va avanti e indietro senza sosta. S’influenzano continuamente l’uno con l’altro.

 

Puoi descrivere in breve la tua tecnica?
Per tatuare uso principalmente la linea, anche se talvolta lavoro con il puntinismo e in rarissime occasioni aggiungo appena una lacrima di rosso o di nero pieno.
Cerco di creare una varietà di linee con spessori differenti, poi riprendo da capo; ripasso e carico i contorni per dar loro un senso di percezione diverso, perciò le linee si sviluppano più grosse o più sottili a seconda dell’area. Qualcosa di simile alla sensazione che si ricava da un’incisione, o come la traccia di un disegno a penna o di un intaglio su legno.

 

Da quanto tempo fai questo lavoro?
Penso di aver iniziato a tatuare nel 1993. Già, quest‘inverno sono 20 anni!

Chi ti ha insegnato?
Steve Williamson dell‘Art Freak di Providence, a Rhode Island.

La persona che ti chiede un tatuaggio, quanto influenza la tua creazione?
In un certo senso, i miei clienti influenzano pesantemente il mio lavoro in tutto ciò che tradizionalmente si fa su ordinazione, personalizzato.
Ultimamente sto lavorando su un set di flash di mia creazione da cui la gente può scegliere. Tuttavia, proprio adesso sto lavorando anche con clienti giunti da me con idee ben precise.
Questo non significa necessariamente che faccio solo quello che mi chiedono, però è interessante ascoltare le idee delle persone. Io ho le idee piuttosto chiare su cosa sarà bello e su come affrontare il tatuaggio. Naturalmente, dopo il colloquio, quando tornano a prendere il disegno, lascio loro un po‘ di tempo per guardarlo e per negoziare qualche modifica dell’ultima ora, che bisogna fare. Sicuramente è un processo collaborativo.

Qual è il primo tatuaggio che hai creato?
Suppongo quando ho inciso le mie iniziali sul braccio col coltello, a 12 anni, e ci ho stropicciato sopra un po‘ di inchiostro.
Il primo che ho fatto a qualcun altro era la blatta che ho tatuato sulla gamba del mio amico Vec.

 

Adesso a che cosa stai lavorando?
Proprio adesso sono a Londra. Sto facendo un breve intervento come ospite allo Shangri-la, per pochi giorni la settimana, e qui ho uno studio dove sto lavorando su alcuni disegni in grande scala, in seguito a una performance che ho fatto a Shanghai in primavera.

Qual è la tua filosofia?
Te la dico un‘altra volta…

Intervista raccolta nel mese di novembre 2012

Duke Riley
East River Tattoo
72 Union Street, 11222 Brooklyn, New York (USA)

www.eastrivertattoo.com
www.dukeriley.info