Viaggio nella Sicilia dei simboli

3 luglio 2018

 Tra fascino, sacro e mistero

C’erano una volta tre sorelle con serpenti sulla testa, zanne di cinghiale, mani con artigli di bronzo e ali d’oro. Erano le tremende Gorgoni della mitologia greca.
La Gorgone per antonomasia era Medusa, l’unica mortale fra le tre e la loro regina, che prima di essere trasfigurata in mostro era una dea di grande saggezza. La ritroviamo nella Trinacria.

Trinacria è l’antico nome della Sicilia, l’isola italiana la cui forma ricorda un triangolo, ma è anche il simbolo sulla bandiera e sullo stemma siciliani e dell’Isola di Man.

Nel simbolo classico della Sicilia la Trinacria è composta da un triscele o triskell con la testa di una donna al centro: è proprio lei, la Gorgone Medusa.
Dalla testa di Medusa spuntano due ali d’aquila, i capelli sono serpenti che s’intrecciano a spighe di grano e dalla testa si irradiano tre gambe piegate all’altezza del ginocchio.

Sicilian Triskelion Natchez2 Viaggio nella Sicilia dei simboli

Sicilian Treskelion

Le ali simboleggiano la forza vitale e dello spirito, i serpenti rappresentano la rigenerazione e il contatto con le energie della terra, le spighe di grano sono emblema di fertilità. Le tre gambe fanno immaginare una rotazione.

Questa figura a tre gambe – che talvolta sono spirali, come nel triskell celtico, o falci (simbologia lunare) – si collega alla ruota del tempo, al Sole con le sue stagioni, alla Luna con le sue fasi e alla complessa simbologia del numero 3 e della triplicità (trinità). Per i popoli antichi la Sicilia era “l’isola del Sole” e le tre gambe rappresentano idealmente i raggi solari.
Furono i Greci a chiamare la Sicilia col nome di Trinacria, che deriva dalle parole greche treis (tre) e akra (promontorio). Le tre gambe rappresentano anche le tre punte estreme dell’isola, situate a Nord-Est, Sud e Ovest.

La Trinacria siciliana deriva dalla tradizione ellenica, ma in antichità il simbolo a tre gambe era sacro anche a Creta e a Sparta, in Asia Minore, nelle valli dell’Indo, fra Celti e Teutoni. In seguito comparve sugli stemmi araldici di varie dinastie nobiliari d’Europa.
Nel 1061 i Normanni giunsero in Sicilia ed “esportarono” la trinacria nell’Isola di Man, che la scelse come emblema rappresentandola con tre gambe corazzate unite in un centro comune.

Molto si è scritto su questo simbolo per spiegarne il significato fra storia, mitologia, sacralità e mistero.

Oggi la Trinacria è un tatuaggio che esprime il senso identitario e l’orgoglio dei nativi della Sicilia.