Herbert Hoffmann, 90 anni di leggenda

25 ottobre 2010

Anno 2010.

Herbert Hoffmann, il più vecchio tatuatore del mondo, ci ha lasciati.

IdeaTattoo.com lo ricorda in questa pagina.

Herbert Hoffmann Idea Tattoo Convention 2004 Herbert Hoffmann, 90 anni di leggenda« Chi è estraneo al tatuaggio spesso vede solo corpi deturpati o raramente abbelliti da tatuaggi incancellabili, che evocano sofferenze fisiche e rischi di infezioni, ma per chi si tatua non è così. Nessuno si tatua per diventare più brutto, né per masochismo!
Chiunque si tatua, lo fa per dare a se stesso qualcosa di più
: per essere più bello, per sentirsi e apparire più forte, più sexy, per dare sfogo a un dolore, un lutto, una gioia, un amore, per scongiurare una paura, un pericolo o per gioco…
Ci si tatua per esprimere i sentimenti più seri e profondi e per quelli più superficiali e frivoli
e – perché no? – per rivendicare il proprio diritto al gioco.
Non ho mai incontrato qualcuno che si tatuasse per farsi del male!
Spesso i tatuaggi che vediamo per strada non sono proprio bellissimi, questo però dipende dalla disinformazione e dal cattivo gusto dilagante, non da un intento autolesionista.

Oggi sono brutti i vestiti, la moda, le automobili, le case, la pittura… e sono brutti molti tatuaggi. Solo un’informazione corretta e libera da pregiudizi e luoghi comuni può insegnare a distinguere quelli belli
da quelli brutti e aiutare a capire che un bel tatuaggio è un tatuaggio che ti rende più bello. »
Herbert Hoffmann

Queste parole di Herbert Hoffmann sono state pubblicate su tanti siti internet e tanti blog. Raccontano il mondo del tatuaggio con semplicità condensandone lo spirito più autentico, il sentimento e la filosofia.

In Germania Herbert Hoffmann rappresenta un pezzo di storia del tatuaggio nazionale, ma nell’ambiente tattoo Herbert era conosciuto e stimato ovunque, ed era considerato una “leggenda vivente”.
Una leggenda che continua a vivere anche adesso che Herbert non c’è più.

Forse non tutti gli amici di Idea Tattoo conoscono questo grande tatuatore, così vi raccontiamo un po’ la sua storia.

LA STORIA DI HERBERT HOFFMANN
Nato il 30 dicembre 1919 a Freienwalde, in Germania, nella Pomerania più rurale, Herbert Hoffmann cresce in una famiglia di ceto medio (il papà è un macellaio).

Benché venga educato con rigidi principi morali, Herbert si appassiona ai tatuaggi fin da bambino osservando i disegni sulla pelle degli operai, dei braccianti, degli spazzini, insomma tutte quelle persone che popolano la classe dei lavoratori, il cosiddetto “proletariato”.

« Quei disegni blu sulle braccia e sulle mani mi incuriosivano. Sono sempre stato attratto dagli uomini semplici, è in loro che ho trovato la mia fonte di ispirazione » ha dichiarato Herbert Hoffmann in una intervista.

All’epoca – siamo negli anni 20 del secolo scorso – i ricchi non esibiscono tatuaggi e, se mai ne hanno, non lo fanno sapere. Perché all’inizio del Novecento il tatuaggio è un marchio di emarginazione sociale e un segno di devianza.
Considerati ovunque degli straccioni, dei “diversi”, dei “freak”, i tatuati sono materia di studio per l’antropologia criminale, scienza che li definisce “criminali nati” o “degenerati”.

Herbert Hoffmann ha scritto:
« Ciononostante la mia considerazione per la classe dei lavoratori, che era povera ma aveva i tatuaggi, crebbe moltissimo. Li ammiravo e li consideravo coraggiosi nell’esprimere la propria attitudine e il proprio credo attraverso tatuaggi che tutti potevano vedere, impressi su braccia e mani. »

CON IL PRIMO TATUAGGIO NASCE LA VOCAZIONE
Nel 1949, dopo oltre cinque anni come prigioniero di guerra in Russia, Herbert Hoffmann torna in Germania e comincia a lavorare come rappresentante. Ama il contatto con la gente e il lavoro gli piace.

Poco dopo si fa il suo primo tatuaggio, è un disegno che ha visto sul braccio di un vecchio amico: una croce, una àncora, un cuore e la scritta Fede, Speranza e Carità. Ha 30 anni e scopre che il tatuaggio è la vocazione della sua vita.

Un proverbio dice: ciascuno forgia il suo destino.
Dopo essersi tatuato, Herbert comincia a tatuare.

« Agli inizi ho tatuato gratis centinaia di persone. In quel modo rendevo felici gli altri e intanto io facevo pratica nell’arte del tatuaggio » ha raccontato.

Nel 1955 Herbert Hoffmann ottiene la licenza di tatuatore e negli anni ’60 rileva un tattoo studio ad Amburgo, nel quartiere di St. Pauli. È il più vecchio tattoo studio della Germania e anni dopo, per una singolare simmetria, lo stesso Herbert diventerà “il più vecchio tatuatore del mondo”.

QUASI CINQUANTAMILA TATUAGGI
Si stima che fra il 1950 e il 1990 Herbert Hoffmann abbia tatuato tra le 40mila e le 50mila persone.
« Non ho mai accettato soldi da pensionati o persone anziane » ha detto. « Chi diventa vecchio e resta un appassionato di tatuaggi merita di essere rispettato e onorato dalle giovani generazioni. »

Nel 1981 Herbert lascia lo studio nelle mani di un nipote e si trasferisce a Heiden, una piccola città del Cantone Appenzell nella Svizzera orientale.

Dopo il ritiro in Svizzera Herbert Hoffmann smette di tatuare. «Sono anziano e mi tremano le mani» ha sempre spiegato con serenità.
Tuttavia, vari appassionati continuano a cercarlo per portare un suo ricordo indelebile impresso sulla pelle e solo in queste occasioni accetta di fare dei tatuaggi.

Fa una vita molto ritirata finché viene pubblicato il libro Motivtafeln, che raccoglie i disegni tattoo di Herbert Hoffmann realizzati negli anni ’50. Da quel momento comincia a viaggiare moltissimo.

Sempre vestito in modo semplice, da lavoratore, con i pantaloni di cotone, la maglietta bianca, il gilet, il cappellino e un piccolo zaino sulla spalla, si sposta da una tattoo convention all’altra in tutta Europa. Ovunque è il benvenuto.

FOTORITRATTI TATTOO, 30 ANNI DI INCONTRI
Una caratteristica della moderna arte fotografica è che l’attenzione del mirino va al dettaglio, al tatuaggio in sé, dimenticando che c’è anche una persona che lo porta.
Herbert Hoffmann
non era d’accordo. Ha detto:
« Perché devo vedere solo parti di un corpo? Braccia tatuate, gambe? Dov’è la persona a cui appartiene quel tattoo? Perché non posso vedere il suo viso? »

È il 2002 Herbert Hoffmann quando pubblica con la Memoria Pulp, una Casa editrice di Berlino, il suo secondo libro Living Picture Books – Portrait of a Tattooing Passion 1878-1952, un progetto su cui ha lavorato per oltre trent’anni.

Dagli anni ’50 in poi, infatti, con la sua Rolleiflex Herbert Hoffmann ha fotografato circa 400 persone fra uomini e donne, tutte nate tra il 1878 e il 1952 e tutte tatuate.
Ogni fotoritratto è accompagnato dalla storia della persona, così come Herbert l’ha ricordata e da lui personalmente incontrata per strada o nello studio di Amburgo.

Herbert Hoffmann è morto il 30 giugno 2010 all’età di 90 anni.
La redazione di Idea Tattoo.com lo ha conosciuto nel 2004 nella Repubblica di San Marino, quando è stato ospite alla Idea Tattoo Convention organizzata per celebrare i dieci anni della rivista Idea Tattoo.
Herbert era membro della giuria del contest, un ruolo che ha ricoperto in tutte le convention da lui visitate negli ultimi anni.

Nel 2008, alla Ti-Tattoo Convention di Lugano (Svizzera) Herbert Hoffmann ha partecipato in qualità di ospite d’onore all’ultima puntata della tattoo sitcom prodotta da Idea Tattoo.